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MIGRANTI
15 July 2010
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Associazione Laboriosi.it - Uno Spazio Aperto

Miseria e Nobiltà - Compagnia Elpis

 

 

Manifesto Compagnia Elpis

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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 10 Marzo 2010 12:01)

 

L'Uomo che sapeva dipingere

 

Copertina L'Uomo che sapeva dipingere

 


Ambientata nell’Iran contemporaneo, la vicenda narrata persegue essenzialmente due scopi: denunciare la violazione dei diritti umani e celebrare l’opera d’arte nella sua funzione catartica e nella sua capacità rivoluzionaria. Il giovane protagonista appartiene ad una generazione che a Teheran comincia a prendere coscienza dei propri diritti e non è disposta ad accettare acriticamente le regole imposte alla società dall’integralismo degli Ayatollah. È un pittore e non trova niente di impuro nel dipingere un nudo femminile, ma ben presto sperimenta che agli occhi di chi è preposto a salvaguardare la morale comune, quello che lui ha fatto è gravissimo, inaccettabile e va punito nel modo più severo per dare un monito a chiunque volesse imitarlo. Così Yassir (è questo il nome del protagonista) prima di essere giustiziato viene messo in prigione dove come compagno di cella si trova Omar, colpevole di essere omosessuale. La prigione tuttavia non impedisce che fra i due nasca una profonda intesa e non riesce a soffocare quella che è la vera essenza dell’uomo: la sua dimensione razionale e morale. E qui interviene l’arte, il mezzo espressivo che consente a Yassir di liberarsi dalle costrizioni del carcere per volare in alto, in una dimensione irraggiungibile dalle assurde limitazioni che un essere umano riesce a concepire per soffocare un altro essere umano e ridurlo ad oggetto. Una dimensione in cui il protagonista può manifestare liberamente i suoi pensieri, può porsi domande, può cercare risposte, può esporre le proprie valutazioni e i propri punti di vista. Attraverso la pittura Yassir dà senso alla sua vita anche nel chiuso di una cella.

Può continuare a cercare se stesso e a valutare le proprie convinzioni attraverso il confronto con persone diverse per appartenenza sociale e per forma mentis, persone che incontra nei suoi quadri. Ora è un ragazzo palestinese convinto che farsi esplodere in nome di Allah sia il più nobile dei gesti, ora è un marine americano che, a contatto con la cruda realtà della guerra, comprende di essere stato ingannato da chi gli ha proposto un’avventura assurda come una meravigliosa prospettiva per il futuro.

Due esseri diversi, addirittura nemici, ma uniti dallo stesso destino: entrambi muoiono di morte violenta per inseguire un ideale bugiardo, costruito ad arte da chi detiene il potere. Yassir che è un pacifista non riesce a comprendere l’aberrante logica della guerra e non si spiega come un essere umano abbia potuto concepirla. Si scoraggia di fronte all’atteggiamento di tanta gente (tra cui molti sono giovani facili agli entusiasmi e malleabili) che si lascia manovrare e, in modo acritico, accetta come giuste idee assurde tra cui la più assurda è la guerra santa che usa Dio in modo strumentale.

Per Yassir tutto questo è inaccettabile come inaccettabile è la pretesa della legge coranica di gestire tutti gli aspetti della vita sociale e i comportamenti dei singoli individui, ma è una realtà che si alimenta con la rassegnazione di chi crede che nulla possa cambiare. Invero non mancano segni di cambiamento specie tra i giovani che cominciano a far proprie idee nuove e a rivendicare il diritto di vivere da liberi. Una rottura col passato quindi, determinata da una rivoluzione di pensiero, originata e sostenuta in questo caso da un’opera d’arte che col suo linguaggio universale riesce a rivolgersi a tutti e a scuotere le coscienze.



N.B.
per acquistarlo direttamente dalla casa ditrice vai su www.casaeditriceaurea.it

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Assalto al cielo

 

 

Locandina Assalto al cielo

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Svoboda Orchestra


Logo Svoboda Orchestra


La SVOBODA ORCHESTRA è una formazione composta da voce, archi, fiati, chitarre, basso, batteria e percussioni. L’orchestra offre una sonorità insolita nel panorama attuale: l’intrecciarsi di melodie supportate da una marcata base ritmica fanno del suo sound un imprevedibile susseguirsi di atmosfere con profonde influenze etniche. Accanto a composizioni originali propone riletture “contaminate” di brani e canzoni che vanno dal Mediterraneo alla Mitteleuropa fino all’Oriente più estremo, con uno spirito da festa di matrimonio nomade.

SVOBODA ORCHESTRA non ha sposato un genere musicale preciso, ma si diverte a giocare con molti stili in modo originale, creando un percorso geografico-emotivo che supera i confini e mescola le culture

La SVOBODA ORCHESTRA è stata definita un ensemble specializzato nel recuperare tradizione e folk viaggiando dal Manzanarre al Reno, e ancora più in là verso i Balcani, su di una trascinante e coinvolgente carovana targata world music … un circo all’incrocio tra la tradizione Klezmer e la musica da cinema.

SVOBODA ORCHESTRA ha tenuto concerti al Magazzino di Gilgamesh, al Caffè Procope/Teatro Juvarra, ai Murazzi a Torino, al Maltese di Cassinasco (AT), al Teatro Giacosa di Ivrea, al teatro Matteotti di Moncalieri, al Diavolo Rosso di Asti e in manifestazioni e festivals con il Comune e le Circoscrizioni di Torino, Asti, Moncalieri e Carmagnola. Ha partecipato a VINCOLI SONORI 2001 e 2009, Festival internazionale di musica Klezmer e Gypsy di Pinerolo, alle edizioni del Festival “Lo spettacolo della Montagna” 2003 e 2005, alla 6a Rassegna “Castello in musica 2003″ di Montiglio Monferrato e ha vinto la rassegna Ivrea in Musica 2002 cui è seguita la pubblicazione del primo CD. Ha suonato al Belleville di Torino in apertura del concerto di Ivo Papasov e la Fanfara Tirana e al Teatro Piccolo Regio Puccini per la rassegna “A suon di musica 2008″


Discografia:


Copertina Album Graditi Ospiti


Questo lavoro nasce da una passione di lunga data per la musica yiddish e per quella rom, e vuole essere un omaggio a due popoli che, con la loro cultura e le loro tradizioni, hanno composto musiche e canzoni che a tutt’oggi apprezziamo per la bellezza delle melodie, per le armonie suggestive, per la ritmica coinvolgente e per il cuore con cui vengono interpretate.

Da sempre ebrei, rom e sinti sono, loro malgrado, popoli erranti e le loro musiche sono frutto di scambi tra le loro culture e quelle dei paesi in cui si sono trovati a vivere.

Il titolo – volutamente ironico – è in realtà un sentito ringraziamento rivolto a chi ci ha regalato canzoni così belle; a Nico, che ha voluto celebrare i valori della Resistenza in lingua Romanes con Sa i rat kelassa; a Teo, che ha condiviso con noi parte del nostro viaggio musicale, concludendolo con questo progetto.

Ci auguriamo, grazie anche ai nostri arrangiamenti, di aver reso un giusto omaggio a questi popoli, e che questo lavoro sia un gradito sentire per chi lo ascolterà.

Potete trovarlo in vendita ai nostri concerti, potete richiederlo tramite mail e in qualche modo troveremo un modo per farvelo avere. A presto lo metteremo in vendita anche online tramite i principali circuiti come iTunes, Amazon ecc.

Il prezzo? 10 euro se lo comprate ai concerti, meglio che comprare due pacchetti di sigarette. E fa anche più bene.


Contatti:

Web: svoboda.it

MySpace: myspace.com/svobodaorchestra


N.B.Presto online nella sezione jukebox alcuni brani del loro ultimo album.

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Ultimo aggiornamento (Lunedì 22 Febbraio 2010 22:21)

 

Comunicato Stampa Collaborazione Libertà Edizioni

Lucca ,venerdì 19 febbraio 2010


Cari Autori,

LibertàEdizioni, in collaborazione con l’Associazione Culturale Laboriosi.it – Uno Spazio Aperto, offre agli autori l’opportunità di promuovere i propri libri tramite intervista radiofonica. Per farlo bisognerà inviare il lavoro che si intende promuovere in formato cartaceo all’indirizzo specificato in basso, oppure l’Associazione utilizzerà il formato e-book messo a disposizione da LibertàEdizioni. Successivamente, secondo i tempi e i modi dello staff dell’Ass. Laboriosi.it, l’autore verrà contattato per fissare l’intervista radiofonica via telefono oppure direttamente in radio, se residente in Campania.

RingraziandoVi anticipatamente per la vostra cortesia e disponibilità e, sperando nella gradita notizia, porgiamo cordiali saluti.

 


Contatti:


Casa Editrice Libertà Edizioni // www.libertaedizioni.net Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Associazione Culturale Laboriosi.it - Uno Spazio Aperto // www.laboriosi.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Per spedire eventualmente i libri:

Associazione Culturale Laboriosi.it- Uno Spazio Aperto

c/o C.I.D.E. SRL

C.so Umberto I N.311 – 80138 Napoli (NA)

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Ultimo aggiornamento (Venerdì 19 Febbraio 2010 14:01)

 

Stranamore

 

 

Foto Stranamore

 

Credono di vivere negli anni Ottanta gli Stranamore.Nati da un amore sincero per il rock degli U2 e l'electropop dei Depeche Mode,la band muove i suoi primi passi grazie alla testardaggine di Nano e Roberto, due facce della stessa medaglia.

All'avvio del loro ennesimo percorso musicale, fatto di pochi accordi, ben presto si affiancano Vincenzo e Pedro, la sezione ritmica ideale per sorreggere le ancora poche canzoni in fasce. Gli Stranamore bruciano presto le tappe, e da marzo a luglio del 2009 si dedicano a un intenso lavoro di scrittura e arrangiamento, culminato con una prima sessione di registrazione estiva. Danza amore, Come un'ora d'aria,  Tu sei e Sono qui sono i brani contenuti nel primo promo. Palesi le influenze del rock americano e dell'indie europeo, dai Killers agli Editors, dalla new wave dei Cure al suono puramente  british dei Coldplay.

Gli Stranamore suonano a volumi alti, e hanno nell'ossessiva e marziale sezione ritmica, dominata dal beat incessante di Vincenzo Strino, la loro arma principale. L'autunno si apre con due importanti novità. Mentre in rete comincia a circolare il video di Danza amore, nato grazie alla collaborazione fra la band e il regista Andrea Vecchione, gli Stranamore completano la loro formazione con l'inserimento di Enrico, il piccolo grande tastierista.

Il video ottiene un discreto successo sui vari network, la voce circola,  e l'attesa per il primo live della band diventa palpabile. Dopo l'esordio di novembre '09 al Doria 83, che ha registrato un eccezionale sold-out, gli Stranamore hanno calcato i più importanti palchi della scena musicale napoletana. Trovandosi già a dividere il palco con i toscani Elton Junk,i Fratelli Calafuria,i Camera 237 e i cosentini Miss Frauelin sono tuttora in cerca di occasioni per suonare live nella provincia e in tutto il resto della regione (o della penisola).


CONTATTI:
www.myspace.com/glistranamore

3406896912 -vincenzo
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

N.B. Presto on line le loro canzoni nella sezione Jukebox.

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Ultimo aggiornamento (Martedì 16 Febbraio 2010 16:33)

 

Viti di Titanio

 

 

Foto Viti di Titanio

 

Le Viti di Titanio nascono a Napoli nell’aprile del 2005 da un’idea dei fratelli Marcello e Maurizio Vitale con l’intento di unire alla melodia e alla poetica italiana forme sperimentali di matrice internazionale. Nel 2007 debuttano con il CD promo ‘Storie d’amanti e di demoni’, lavoro che si avvale dell’esperienza del produttore Paolo Messere (Blessed Child Opera, ex Ulan Bator) che ne cura la produzione delle voci ed i missaggi presso lo studio SEA HORSE.


La band in breve tempo raccoglie consensi tra gli addetti ai lavori: si interessano alla produzione web magazine quali Rockit, Losthighways, EXTRA, Rockline (che la inserisce fra le migliori uscite indie del 2007), Ondalternativa che la recensiscono tra le loro pagine ed Ondarock che dedica un articolo in occasione dell’esibizione della band al Campania Wave Love Festival.Nel 2008 le Viti di Titanio ottengono piazzamenti in concorsi nazionali (Italia Wave love Festival, Rock Targato Italia, etc.), partecipano a diversi Festival (Martelive e Cime di Rock) e godono di numerosi passaggi radiofonici. Condividono il palco con artisti quali Offlaga Disco Pax, Marco Notari & Madam, Casador (ovvero Alessandro Raina, già Giardini di Mirò, attuale Amor Fou).

Nel settembre del 2009 esce il nuovo EP ‘Il Giro di Vite’, che si avvale di collaborazioni quali il percussionista Giovanni Imparato (Lucio Dalla, Francesco De Gregori, etc.) come supervisore, Paolo Messere (Blessed Child Opera, ex Ulan Bator), dei fonici Rodolfo Calandrelli (a lavoro con Markus Stockhausen, Mark Nauseef e Tara Bouman) e Luca Coppola (gia’ in studio con Eugenio Bennato, Marco Zurzolo e Daniele Sepe e fonico live tra gli altri per 24Grana, Almamegretta e Luca Zulù - 99 Posse -). Il lavoro, che prende in prestito il titolo del romanzo di Henry James, da’ forma a suggestioni mutevoli ed ingannevoli come gli inquieti fantasmi dell’autore americano. Una continua ricerca di una verità che risulta essere sfuggente ed effimera.

Line up:


Marcello Vitale-vocals, guitars, organ
Maurizio Vitale-drums, backing vocals
Massimo Nappi-bass, backing vocals

 

Contatti:

Sito: Viti di Titanio

Jukebox

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Ultimo aggiornamento (Venerdì 26 Febbraio 2010 11:42)

 
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